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La persecuzione
Stella che gli ebrei erano costretti a cucirsi sui vestiti.

Durante la seconda guerra mondiale, circa 6 milioni di ebrei vennero uccisi dai nazisti. Lo sterminio vero e proprio fu preceduto, in Germania, in Italia e in altri paesi d’Europa, da numerose leggi razziste, che trasformarono gli ebrei in cittadini di seconda categoria e li spinsero ad emigrare in altri Paesi. Tuttavia, chi era fuggito in Francia, in Belgio, in Olanda e nei Paesi che sarebbero stati conquistati dagli eserciti tedeschi, durante la guerra cadde di nuovo in mano ai nazisti. Lo sterminio degli ebrei fu un evento di dimensioni veramente continentali: coinvolse l’intera Europa dai Pirenei fino al cuore della Russia.

Per indicare questo fenomeno, si può far uso di vari termini. Il primo che venne utilizzato fu soluzione finale della questione ebraica in Europa. Si tratta di un’espressione nazista, che venne più volte usata nei documenti ufficiali, per mascherare la gravità del crimine che veniva commesso. Il testo più importante in cui l’espressione si trova è il verbale della Conferenza di Wannsee, che si tenne il 20 gennaio 1942 in un sobborgo di Berlino, in un’elegante villa di proprietà delle S.S. In quella occasione, il comandante supremo della polizia tedesca, Reinhard Heydrich, espose a 14 funzionari del Terzo Reich che il processo di sterminio era iniziato e che ogni segmento della burocrazia dello Stato avrebbe dovuto giocare un preciso ruolo.

Nel 1944, un giurista americano, Raphael Lemkin, coniò il termine genocidio, per designare il più grave dei crimini del Terzo Reich. Con questo termine si intende un piano di azioni che mirano a distruggere le persone, non a causa delle loro qualità individuali, ma in quanto membri di un gruppo nazionale. La definizione giuridica di Lemkin è tuttora valida per definire l’insieme delle azioni condotte dai nazisti verso gli ebrei e permette di catalogare come genocidio anche il tentativo nazista di sterminare gli zingari, o meglio i Rom e i Sinti (operazione che provocò circa 500 mila vittime).

Intorno al 1975, venne coniata l’espressione olocausto, che tuttavia è oggi criticata da molti studiosi per il fatto di essere una parola tipica della terminologia religiosa. Pertanto, il termine più usato, oggi, per designare lo sterminio degli ebrei d’Europa è la parola ebraica Shoah, che significa annientamento, distruzione totale.
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Una giornata nella storia
Oggi: 22 gennaio 2019
Allora: 20 gennaio 1942

In una villa a Berlino i gerarchi nazisti tengono una riunione segreta in cui discutono l’esecuzione di una decisione che Hitler aveva già preso nell’estate del 1941: l’uccisione degli 11 milioni di ebrei che vivono in Europa.

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